Quando penso al Natale, mi vengono in mente il brusio dei preparativi e il rumore delle pentole in cucina.
I grandi che preparavano in silenzio per non svegliare i piccoli; vapori e profumi si mescolavano tra loro.. l'odore del caffè e quello della pasta al forno, le risate soffocate e il caldo delle coperte dopo una notte di sonno. E il pensiero, quello che dava la forza di affrontare il freddo della stanza, e scendere giù dal letto gridando "è Nataleeeee", correndo poi a prendere gli abbracci e a dare gli auguri e buttando un'occhio all'albero improvvisamente pieno di doni.
Quando penso al Natale penso alle persone che amo di più.
Quando penso al Natale penso al calore degli abbracci e allo scorrere lento delle ore in attesa che arrivassero gli ospiti. E mio padre in cucina a fare la pasta all'uovo, mia madre a preparare tavole eleganti ma semplici. E a mia zia con la sua "scarola maritata" che una volta non mi piaceva proprio.
E alle mie nonne che parlavano tra loro due dialetti diversi e nessuno ha mai capito come facessero a capirsi.
Quando penso al Natale il cuore mi si riempie di emozioni.
Domenica mattina quelle emozioni le ho rivissute al "Poggio".
Erano le 7 quando
Borgo Bottaia ha cominciato ad animarsi, ed io ero nel mio lettino singolo sotto il peso delle coperte calde.
Non credo di aver dormito più di 4 ore quella notte, non facevo che pensare ai regali che avrei dato e ricevuto il giorno dopo.
Quando ho sentito le prime risate ho avuto la certezza che il mattino fosse arrivato e ho messo i piedi fuori dal letto, nella stanza gelida, ho aperto un pochino lo scuro e guardato fuori.
C'era il sole e gente che andava e veniva con i carretti e gli scatoloni. Sorridevano tutti.
Anche la
Dani, che ha organizzato l'evento e che dava direttive a tutti, aveva il fare serio di chi ha tutta la responsabilità sulle proprie spalle, ma il cuore avvolto nel calore e nella speranza della riuscita. E se tirava le orecchie a qualcuno, mai lo ha fatto con cattiveria, ma con lo stesso polso delle mamme che educano e amano le loro creature.
E Natale al Poggio è stata una creatura molto amata. Da tutti, non solo da lei che l'ha visto e sognato prima di noi.
Quando sono scesa coi Pasticcini tutti euforici (si, stavolta li ho portati con me, ma si racconta che fossero sperduti nei meandri del borgo a giocare con gli altri bambini..soprattutto la Pasticcina, avvistata anche nella zona dolce, quella di
Erika) la prima cosa che ho fatto è andare a ritirare la colazione da
Anna (un'amica finalmente conosciuta) un tè caldo ed una enorme fetta di
torta di mele non poteva che essere di buon auspicio.
Il sole cominciava ad alzarsi e a stiepidire l'aria fresca del mattino.
Nell'appartamento "
il camino" dove ho alloggiato ed esposto ero in ottima compagnia.
Anni, davanti a me, regalava un tocco di rosa alla stanza con le sue bellissime alzate in ceramica e le sue tazze. Vicinissimo l'
Atelier 57 e non mi pareva vero di poter vedere da vicino (mai ero riuscita ad avvicinarmi al loro banco) i meravigliosi lavori di recupero di Stefano e Nicole!
E poi lei. Lei che mi ha presa per mano e accompagnato nella notte surreale del Borgo.
Drina. Lei che mi ha regalato preziosi consigli e fatto fare chiassose risate. Lei che con le sue facce buffe mi ha ridato serenità e mi ha fatto capire che ero tra amici. Lei che mi ha portato dalla bravissima e sempre sorridente
BB dove ho potuto anche far danni! (No, non ho fatto shopping, le ho rotto un quadretto nel tentativo di aiutarla... -_-' )
Quella mattina dopo colazione ero al banco perché dovevo ancora sistemarlo e qualcuno è arrivato dicendo "ehiii c'è già pieno di gente"! Il cuore in gola..
Eravamo ognuna alla propria postazione e alle 10 il nostro Natale è iniziato.
Un borgo gremito di persone decise e curiose, pronte a scrutare e a guardare dal vivo quello che solo fino a poco prima non era che un immagine sullo schermo del pc.
Amici, gli amici degli amici e gli amici degli amici degli amici che non capivano bene di che si parlasse, ma erano estasiati dal contesto e dalla bellezza. Qualcuno sottovoce si chiedeva "ma sarà davvero fatto tutto a mano?"
Era tutto vero. Le centinaia di migliaia di oggetti di ogni materiale erano il frutto del duro lavoro e della passione di tanti. Ed era lì a portata di mano per tutti.
L'artigianato e l'arte, perché per alcuni si trattava di Arte e non si discute.. Come ha detto qualcuno davanti al
Signor Fox di
Cecilia.
E la mattinata proseguiva, tra le foto e i complimenti e gli acquisti.
Io avevo un cassiere speciale. Il Pasticcino che coi numeri non sbaglia un colpo e in molte si son trovate a fare i calcoli con lui. Grazie a tutte perché mi avete aiutata a rendere felice il mio bimbo che
si è sentito utile e importante. Grazie.
Mentre ero assorta nel preparare un pacchetto ho sentito una voce che mai avevo udito, ma che ho riconosciuto subito. Con un balzo son saltata fuori dal banco per abbracciare
Anna e poi
Alda che sono due persone che mi arricchiscono ogni giorno e mi regalano tanto affetto da anni e sono il lato bello e sincero di quel web che ogni tanto mi taglia con la sua doppia lama.
Mentre gioivo e avevo il cuore e la testa in tilt per averle abbracciate e mentre le salutavo, rimandandole a dopo, ecco
Fabiana, che non conosco molto bene e che ho avuto modo di conoscere su Fb giusto un mese prima perché mi ha aiutata nel mio disperato tentativo di far conoscere il nuovo url sul blog, scoprendo una giovane donna frizzante e attenta... tanto attenta che mi ha portato in dono un gesso profumato e una confezione di nutella! (potevo non citarla?! )
E le ore passavano, la gente arrivava. Ho stretto mani e dato abbracci.
Ho ricevuto calore e affetto.
E voi, i più importanti, che da lì dietro siete venuti e mi avete portato parole dolci e complimenti su me, sul mio blog, i miei lavori..a voi va il mio grazie più grande, perché nel silenzio di ogni giorno in questi quasi 5 anni avete imparato a conoscermi davvero. Vi siete portati a casa un pezzettino di me, sappiatelo.
Quando è arrivata
Adrialisa mi sono persa nei suoi occhioni, per fortuna che il suo Michelangelo mi ha riportata a quel momento, che per sempre avrà il profumo delle clementine...
Come quando ero bimba, il mio Natale procedeva spensierato, tra risate e brusii, tra i saluti e i regali e pacchetti.
Mirtia che mi ha fatto un regalo splendido, la nuova micia di casa che abbiamo chiamato Margot come la sua bambina, per ricordarci di lei e avere un legame sempre più forte!
Gilda e
Adriano, non vedo di nuovo l'ora di fare una pattinata sulla neve con voi.
Milli ( a cui devo anche le foto per questo post! Se cliccate la didascalia potrete vedere il suo album!) ,
Sara,
Fulvia,
Piera (grazie di cuore del tuo dono, che ho indosso anche ora!
), Silvia,
Manu,
Eugenia,
Sandro (non finirò mai di ringraziarti per quella fetta di torta senza la quale sarei morta),
Fren,
Annalisa,
Marghe (che sei davvero un sorriso che cammina!),
Elena,
Erika,
Max, Lucia,
Marina (si dobbiamo rivederci presto!)
Valentina (che siam riuscite a vederci solo alla partenza, ma è stato un arrivederci...),
Federica (che bello conoscerti!)
Nana (che 3 volte su 3 ho fatto una figuraccia con te e nonostante ciò mi regali sempre un sorriso!)...
Mamma e
papà che avete partecipato e siete stati l'aiuto più grande al fine di realizzare tutto quel che ho fatto. Grazie.
E la lista è ancora lunga e mi scuso se dimentico qualcuno e se non ho fatto in tempo a salutare tutte le altre dal vivo, ma questo è stato un Natale ricco di magia ed energia e mi ha stordita.
Mi sono allontanata solo 3 volte dal mio banco e ho perso i saluti di tante persone, ma spero ci saranno altre occasioni...
Quando penso al Natale, mi vengono in mente il brusio dei preparativi e il rumore delle pentole in cucina, da oggi mi verrà in mente anche quel Natale al Poggio che mi ha fatto sentire parte di una famiglia più grande che per un giorno ha unito la vita vera e quella virtuale... il sogno alla realtà.
Grazie a Tutti.